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Monumenti&Musei

Parco Archeologico Urbano

Il percorso che oggi possiamo indicare dell'area del "Monte Felicano", ci restituisce una lettura che mette assieme in una visione più completa queste realtà: le tracce delle incisioni, la vasca rupestre, la Cattedrale, la Torre civica ed il paesaggio che da qui si riesce ad abbracciare con lo sguardo.
Per accedere all’area si ipotizza di iniziare il percorso dal punto oppostorispettoa quello in cui ci troviamo ora per cui consigliamo di spostarsi lungo la strada e svoltare a sinistra dove altri pannelli ed un sentiero più comodo segnano i passaggi.


Parco Archeologico Urbano

L’area in cui ci troviamo corrisponde a una delle due sommità del masso  di San Leo.
L’altura è denominata “Monte Feliciano”, mentre sull’altro versante , che si innalza a Sud-Est del masso,si trova la Fortezza , instancabile custode della Città e del Montefeltro.

Sul Monte Feliciano sono visibili oggi la Cattedrale e la Torre Civica, ma l’intera area era caratterizzata da edifici religiosi e civili. Recenti studi, infatti restituiscono una visione più completa dell’area inserendo i monumenti visibili in un contesto integrato con altri edifici, ora scomparsi, che costituivano la cosidetta
Cittadella Vescovile, distrutta nella metà del secolo XIV dai Malatesti, antica residenza dei Vescovi di Montefeltrotra l’826 ed il 1572.

Ad epoca più remota rimandano alcuni materiali architettonici, come colonne e capitelli romani, reimpiegati all’interno della Cattedrale , di cui non è possibile definire con certezza la provenienza, così come ad una fase non ben precisabile risalgono la vasca rupestre e le incisioni presenti sulla roccia, che paiono però delinearsi come testimonianze di una sacralità antica dell’area.

 

LE INCISIONI RUPESTRI
Le incisioni rupestri sono segni, simboli e figure incise o graffite sulla roccia con strumenti in pietra nella preistoria e successivamente anche con strumenti in metallo.

Comuni a quasi tutta l’umanità, caratterizzano un arco di tempo di almeno 40000 anni e la tradizione rituale di realizzarle è perdurata in alcuni luoghi fino a non molti decenni fa.

Sulla rupe di San Leo, oggi caratterizzata da importanti documenti architettonici come la torre e la Cattedrale, si individuano le tracce di ulteriori testimonianze dell’opera umana, data la presenza di incisioni rupestri sulla roccia. Si tratta di segni incisi, come coppelle , coppelle con canaletti e vaschette di diverse forme e dimensioni. Questa tipologia di incisioni è da porre in relazione con aspetti rituali e religiosi, probabilmente determinati da una forte sacralità dell’area in particolare , le coppelle (incavi emisferici ricavati nella roccia) sono interpretate come atti devozionali, ex voto, preghiere della gente comune.

In questo luogo, il bisogno di incidere ritualmente è precedente alla costruzione degli edifici architettonici, in quanto all’interno del Duomo sono presenti segni incisi sulla roccia antecedenti alla costruzione dell’edificio. Non semplice però è la definizione dell’epoca a cui risalgono, ma non si esclude possa trattarsi di testimonianze molto antiche in relazione alla frequentazione e alla sacralità dell’area.

LA VASCA RUPESTRE
Le “vasche litiche” sono una delle tante manifestazioni rupestri presenti nel territorio italiano.
Scolpite nella roccia fin da epoca molta antica, non sono semplici da datare e non sempre chiara è la loro destinazione, in quanto erano utilizzate per funzioni diverse, da rituali  a produttive, in relazione al loro contesto temporale e geografico.

Nell’ambito di queste manifestazioni antropiche , particolarmente concentrate nell’Alta Valmarecchia , la vasca litica di S.Leo è la più grande ( con dimensioni di 3,50 m e 3,00 m per lato) ed è la più rilevante tra le evidenze scolpite nella roccia su cui poggia il Duomo.
Tra gli elementi funzionali caratterizzanti il manufatto sono evidenti un foro di scolo per la fuoriuscita dell’acqua assieme a buchi di palo e basamenti, lungo i bordi, che dovevano sostenere una probabile struttura lignea a copertura della vasca stessa.

Seppur non si possa datare e non si conosca la destinazione originaria della vasca, valutata la sacralità dell’area in cui è collocata, può aver svolto la funzione pratica di vasca per la raccolta dell’acqua all’interno del palazzo vescovile del XII secolo, così come non si può escludere un suo utilizzo per svolgere riti sacri in epoche precedenti.

LA TORRE CIVICA
Anche la torre, come tutti i monumenti di questa città , fu costruita direttamente su di un affioramento roccioso.
Nel suo impianto esterno è certamente contemporanea alla cattedrale del 1173.
Si tratta probabilmente di una torre più antica, per alcuni versi affine alla Pieve dell’Assunta (IX-XI sec); vi si ritrova , infatti il medesimo tipo di muratura con l’inserto di laterizi romani tra i conci di calcare, così come alcune monofore presentano un impianto e strombatura simili a quelle delle absidi della stessa Pieve.

Ha un perimetro quadrato (8,30 mt per lato) e ingloba all’interno una costruzione a pianta circolare sviluppandosi per una altezza di circa 28 metri.
E’ un edificio musealizzato dal 2005 e vi si accede in alcuni periodi dell’anno in orari prestabiliti o prenotando la visita presso l’ufficio turistico presente in piazza Dante.
La torre ha assunto da sempre una doppia funzione militare-difensiva e religiosa, rappresentando il più vicino rifugio anche per il  Vescovo ed i canonici della Cattedrale fino al XV secolo. Solo dall’800 la proprietà diventa definitivamente comunale, e perciò oggi è denominata Torre civica.

La scansione del tempo così come noi la intendiamo oggi era ben diversa nel medioevo anche se già segnata dall’invenzione del quadrante solare avvenuta nel V sec. A. C. Nella storia antica le modalità di misurazione sono prevalentemente legate agli elementi naturali come acqua, sole  o clessidre mentre gli orologi ad ingranaggi, azionati con pesi, sono utilizzati solo a partire dal XIII secolo.
Ecco allora che dalle torri difensive e di avvistamento iniziava anche a sentirsi  il rintocco delle campane.

Le esigenze liturgiche e monastiche richiedevano precisione, le ore canoniche erano così suddivise:
mattutino, prima, terza, sesta, nona, vespro e compieta.
Oggi è impensabile immaginare le nostre giornate segnate unicamente dal ritmo delle campane ma la loro presenza , là dove ancora svettano questi “baluardi del tempo”, è sempre forte e ricca di senso di aggregazione per la comunità che la circonda e vive con essi.

LA CATTEDRALE
La Cattedrale attuale è una delle più importanti testimonianze dell’architettura medievale del Montefeltro. Essa fu costruita sul luogo di una precedente cattedrale altomedievale, databile attorno all’VIII secolo sulla base dei frammenti scultorei reimpiegati nell’edificio romanico.

L’Antica Montefeltro ( oggi San Leo) divenne infatti sede di diocesi solo tra VII e VIII secolo.

Della chiesa altomedievale rimangono alcuni frammenti scultorei: i capitelli e i resti dell’arredo liturgico tra cui il ciborio dedicato a San Leone ( ora nel Museo d’Arte Sacra).

Il Duomo “nuovo” datato da un iscrizione al 1173 è opera di maestranze emiliano-lombarde. Le murature perimetrali esterne, in arenaria, sono scandite da lesene semicircolari e recano al culmine un’ archeggiatura pensile che corre sotto il cornicione, Non v’è ingresso in facciata, come nell’adiacente Pieve dell’Assunta, ma il portale è aperto su un fianco ed è sormontato dai busti scolpiti di San Leo e di Valentino vescovo.

La pianta si sviluppa intorno ad una croce latina , affiancata da due navate divise in quattro campate; il transetto pausa lo spazio prima dell’alto presbiterio triabsidato, innalzato su un ampia cripta a sua volta suddivisa in cinque navatelle.
Nell’abside della cripta era collocato il sarcofago con le spoglie di San Leone, del quale si conserva il coperchio con iscrizione, datato al VI  secolo.

Per informazioni: Uffico IAT 0541-926967 info@sanleo2000.it